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Andropausa maschile: sintomi e calo del desiderio nell’uomo dopo i 50 anni

L'andropausa appare essere distintamente meno conosciuta se paragonata all'antagonista femminile, non è inconsueto che gli uomini sentano qualcosa cambiare nel corso degli anni, soprattutto avvicinandosi al cinquantesimo compleanno.

Esiste però ancora molta confusione rispetto a cosa sia e come si manifesti questa specie di "arenamento ormonale", per questo oggi cercheremo di rispondere a quei quesiti che sorgono spontanei con il progredire dell'età.

Prima di addentrarci in questa dissertazione medica, è bene fare un chiarimento: il termine andropausa è stato coniato solo negli ultimi anni in contrapposizione a quello femminile. In realtà la parola “pausa” non è applicabile al genere maschile, perché mentre nel caso della donna si assiste a un arresto repentino e deciso che coincide con la conclusione della propria fertilità, nell’uomo il discorso è leggermente diverso.

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Il rappresentante maschile dell'homo sapiens, infatti, non assiste a un arresto repentino delle proprie funzionalità escretorie e non lamenta neppure le famose vampate di calore che tanto fanno tribolare le donne. No: il declino ormonale è nettamente diverso.

Andropausa: i sintomi dell'andropausa maschile

Proprio perché l’andropausa non è una fase ben delineata della vita dell’uomo, non è facile vederne l’inizio. Con questo termine si fa di solito riferimento allo spegnimento naturale di determinate funzioni nel corpo maschile. In particolare si fa coincidere l’inizio di questa fase con dei cambiamenti a livello fisico (perdita di peli), a livello sessuale (abbassamento della libido e peggioramento delle prestazioni) e livello psicologico (perdita di sicurezza in sé stessi).

Anche il più squallido dei detective potrebbe facilmente individuare un collegamento causale tra questi sintomi e dedurre in quale misura siano collegati tra di loro:che una scarsa autostima possa essere causata da problemi in camera da letto o da una perdita di vigore fisico.

Ripetiamo, però: non si tratta di una fase ben delineata e tutti questi sintomi sono in genere naturali e dovuti all’invecchiamento dell’individuo.

A che età l’uomo va in andropausa: il declino dopo gli anta

L’andropausa è un processo che si snoda in un lungo periodo di tempo: i primi sintomi possono essere avvertiti intorno a quarantacinque anni di età, ma il picco di questa condizione si ha attorno ai sessanta/settant’anni.

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Nella prima fase dell’andropausa è possibile scoprire con un certo disappunto il calo degli ormoni maschili, in particolare del testosterone, anche se spesso non ci si accorge proprio di questo cambiamento.

Calo del desiderio nell'uomo di 50 anni

È quindi normale sperimentare un livellamento della propria libido a partire dai cinquant’anni, proprio a causa della precipitazione dei livelli di testosterone e della propria sicurezza. Non finiremo mai di dire quanto sia importante la psicologia nel trattamento delle numerose disfunzioni a carattere sessuale sia nell’uomo che nella donna.

Sessualità maschile a 50 anni: come affrontarla

Non essendo questa una malattia (come nella controparte femminile) non esiste una vera e propria cura. Si può parlare di terapie ormonali sostitutive che vadano a rimpinguare quegli ormoni (come il testosterone) che vanno perdendosi con il progredire dell’età, ma questa non si rivela essere una soluzione ideale.

La maggior parte delle volte un adeguamento dello stile della vita (dieta ed esercizi), utilizzo di integratori e il supporto psicologico per affrontare nel modo migliore il cambiamento si rivelano essere la soluzione ideale.

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